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L'OMICIDIO DEL BOSS CI DICE TRE COSE analisi di Giuseppe Lumia


L’omicidio del boss Giuseppe Dainotti, commesso stamattina a Palermo, ci dice tre cose importanti. La prima riguarda l’ineluttabilità del ruolo che si ha dentro l’organizzazione mafiosa. Da boss, infatti, non ci si dimette mai. Nonostante il carcere i boss appena liberati tornano a far parte dell’organizzazione, anche a costo di rischiare e lasciarci la pelle. La seconda riguarda il ricorso agli omicidi. Quello di Dainotti è l’ultimo di una serie commessi in questi anni dalla mano mafiosa, per cui pensare che Cosa nostra dismetta l’uso delle armi è un errore clamoroso. Semmai al fuoco preferisce il ricorso alle collusioni, sapendo che pistola e kalashnikov sono sempre a portata di mano, anche quando si organizza la Cosa nostra 2.0 attraverso le strategie tipiche dei colletti bianchi. La terza ha a che fare la tempistica. Siamo alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci. Cosa nostra ha dimostrato di tirare dritto per la sua strada noncurante dei sentimenti che si vivono in questi giorni oppure, come è molto probabile, ha voluto dare il segnale di non temere le istituzioni e di essere pronta a tutto. Ciò significa che nonostante i grandi successi ottenuti per vincere la guerra c’è ancora tanto da fare. Serve una lotta sistemica e integrata contro la mafia, aperta su più fronti: quello repressivo-giudiziario, sociale-culturale e quello delle collusioni con l’economia, la finanza e la politica. Giuseppe Lumia

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REPORT 2017 - CRIMINALITA' CINESE

CRIMINALITA' CINESE
A FIRENZE, PRATO E DINTORNI




RAPPORTO 2017



                                                                                  A cura di Salvatore Calleri
INDICE
PREMESSA
LA FAMIGLIA HSIANG
FORME DI MAFIA CINESE - RAPPORTO 2010
SITUAZIONE ODIERNA
INTERROGAZIONE SEN. LUMIA SU RAPPORTO 2016
RIFLESSIONI FINALI



PREMESSA



Dove c'è criminalità, specie quella di tipo mafioso, non c'è sviluppo economico o sociale, e il lavoro, quello legale, può rappresentare una prevenzione contro questo tipo di fenomeni e al loro espandersi specie tra i giovani''.


P.L. Vigna, gennaio 2011, seminario Cgil Toscana




È oramai noto come le mafie riescano a propagarsi e ad attecchire nei territori del centro e del nord Italia utilizzando la loro arma più potente, linfiltrazione nel sistema delle relazioni sociali: la mafia non si limita a esportare manovalanza criminale, fa leva anche su una collaudata capacità di intrecciare relazioni con imprenditori, politici, amministratori…

REPORT 2017 FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO LA GUERRA DI MAFIA ITALO-CANADESE

REPORT 2017
FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO
LA GUERRA DI MAFIA
ITALO-CANADESE

A cura di Salvatore Calleri Giuseppe Lumia Simona Trombetta




INDICE
PREMESSA
IL PERCHE' DI UN REPORT SU UNA GUERRA DI MAFIA
LE CARATTERISTICHE DI QUESTA GUERRA
Antefatto storico Principali eventi delittuosi della guerra di mafia Censimento gruppi criminali presenti
SCENARI ESISTENTI
CONCLUSIONI




PREMESSA
La Fondazione Caponnetto da tempo cura dei Report antimafia inerenti ad aree geografiche ben precise con l'intenzione di fotografare la situazione presente e fornire elementi di riflessione e di analisi utili a contrastare il crimine organizzato e/o mafioso.
Oggetto del presente rapporto è la guerra di mafia internazionale che vede protagonista in terra di Canada una famiglia mafiosa italo-canadese di primaria importanza, quella dei Rizzuto, provenienti da Cattolica Eraclea in provincia di Agrigento.
IL PERCHE' DI UN REPORT SU UNA GUERRA DI MAFIA
Le guerre di mafia sono oggi un fenomeno quasi assente o, se presen…